Bufala L’ITALIA RICOPRE D’ORO GLI IMMIGRATI PER COSTRUIRSI UNA NUOVA VITA, CON I SOLDI TUOI!

Bufala L’ITALIA RICOPRE D’ORO GLI IMMIGRATI PER COSTRUIRSI UNA NUOVA VITA, CON I SOLDI TUOI!

Ottobre 18, 2016 0 Di bufalepertuttiigusti

Ritorno Volontario Assistito

Un titolo dai toni forti quello abbinato a questo articolo pubblicato dal sito MAFIA CAPITALE: L’ITALIA RICOPRE D’ORO GLI IMMIGRATI, ma è veramente cosi? Vediamo cosa dice l’articolo in questione:

Sei italiano e vuoi ricominciare da zero una nuova vita? Lo Stato non intende darti una mano.

Fuguriamoci un primo sostentamento economico. Per gli immigrati, invece, è pronto a stendere ponti d’oro. Non solo li sostiene nell’impresa di crearsi una nuova vita. Ma offre loro addirittura un pacchetto da diverse migliaia di euro.

Secondo quest’articolo L’ITALIA RICOPRE D’ORO GLI IMMIGRATI in questo modo:

Il premier Matteo Renzi e il ministro degli Interni Angelino Alfano hanno rilanciato, per la terza volta, il progetto per incentivare i ritorni volontari in patria di cittadini provenienti da Colombia, Ecuador, Perù, Ghana, Marocco, Nigeria e Senegal attraverso un percorso, che coinvolgerà anche i rispettivi consolati, di reinserimento socio-economico nel proprio Paese di origine

Il progetto per il Ritorno Volontario Assistito (RVA)  come informa il sito dell’ ASGI – ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI GIURIDICI DELL’IMMIGRAZIONE non è una iniziativa del governo Renzi, ma esiste in Italia dal 1991. 

Il 15 gennaio 2015 il Ministero dell’Interno ha emanato questa circolare dove informa le prefetture sui dettagli del progetto sul Ritorno Volontario Assistito. Questa circolare segue la DIRETTIVA 2008/115/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare

L’articolo prosegue sciorinando una serie di cifre che lo stato italiano darebbe all’immigrato che rimpatria per sostenere il suo rientro:

 Il reinserimento socio-economico nel proprio Paese di origine prevederà, oltre al pagamento delle spese di viaggio (ovviamente in prima classe), anche un primo contributo di 400 euro per le spese di prima necessità e un secondo contributo per l’attuazione dei piani di reintegrazione di 1.600 euro per singoli o capofamiglia, integrato di altri 800 euro per ogni persona maggiorenne a carico e di altri 480 euro per i minorenni a carico.

Questa affermazione non risponde al vero, in quanto i singoli o capofamiglia di cui parla l’articolo non ricevono denaro. I soldi stanziati vanno a chi si occupa di tutta la procedura di rimpatrio, cosi come chiaramente spiegato sul sito del MINISTERO DELL’INTERNO in questo articolo:

Avviso pubblico presentazione progetti da finanziare con fondo FAMI – Realizzazione di interventi di RVA comprensivi di misure di reintegrazione per favorire il processo di reinserimento dei rimpatriati nel Paese di origine

Con tanto di bando di gara per l’assegnazione dei fondi europei stanziati per il progetto per il Ritorno Volontario Assistito. Per cui questo tipo di progetto non solo rientra nelle direttive previste in materia dall’Unione Europea, ma genera posti di lavoro per le imprese e le cooperative italiane.