Immuni è già istallata sui telefoni! Il nuovo complotto sulla app di tracciamento.

Immuni è già istallata sui telefoni! Il nuovo complotto sulla app di tracciamento.

Maggio 28, 2020 Off Di Redazione

La App Immuni è stata istallata sui nostri smartphone senza chiedere il nostro consenso, è questo il complotto del giorno legato al Coronavirus.

Ma è successo davvero? Lo diciamo subito non è cosi.

In questo giorni sui dispositivi Android o iOs di molti utenti è comparso un messaggio che chiede di attivare le «Notifiche di esposizione al Covid-19». Si tratta di un aggiornamento del sistema operativo rilasciato in modo congiunto da Apple e Google che permette agli smartphone su cui verranno istallate, di interfacciarsi con le App di tracciamento.

Non si tratta della App Immuni e neppure di una applicazione simile.

Cosa accade sul nostro smartphone?

Dopo questo aggiornamento sul nostro telefonino non cambia nulla, nessuna funzione segreta di tracciamento viene attivata, semplicemente il sistema è in grado di funzionare qualora si scaricasse un app di questo tipo.

Chi ha creduto che Immuni è già istallata nel suo smartphone quindi si sbaglia.

Basta leggere il primo rigo della schermata per capire che le notifiche vanno abbinate ad una app.

notifiche relative al covid

Per per usare Immuni è necessario autorizzare Google e Apple a condividere in modo anonimo le informazioni necessarie.

Se non si attivano le notifiche di esposizione al Covid 19 la app Immuni non può funzionare.

Chiunque abbia scaricato almeno una app sul proprio smartphone sa che bisogna autorizzare la stessa ad aver accesso alla funzioni che ne necessitano il funzionamento (microfono, fotocamera, gps,ecc).

E la privacy?

La tutela della privacy è il centro della polemica legata all’utilizzo delle App di tracciamento da parte di molti utenti che temono di essere controllati in ogni momento della loro giornata.

Il codice Id generato per chi usa Immuni cambia ogni 10-20 secondi ed il telefono memorizza solo i codici degli altri proprietari incontrati negli ultimi 15 giorni, senza conservare traccia dei loro spostamenti.

In pratica lo smartphone è in grado di inviare una notifica di allarme solo si ci si avvicina allo smartphone di un altro utente esposto al contagio.

Tuttavia sappiamo bene che anche senza usare Immuni attraverso i nostri telefonini è possibile risalire ad ogni nostro spostamento, dai locali che frequentiamo alle pompe di benzina in cui facciamo rifornimento.

Quella della privacy quindi resta una questione di principio, legata alla visione personale della gestione della propria identità digitale.

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