Fine del mondo, torna la bufala del calendario Maya.

Fine del mondo, torna la bufala del calendario Maya.

Giugno 16, 2020 Off Di Redazione

Torna ciclicamente la storia della previsione della fine del mondo da parte dei Maya. A rinfrescare la leggenda stavolta ci ha pensato l’account twitter del sedicente scenziato Paolo Tagaloguin, che attribuisce ad un calcolo errato la precedente data dell’apocalisse.

Fino a qualche anno fa infatti la fine del mondo (sempre secondo i Maya) sarebbe dovuta essere il 12 dicembre 2012, data in cui come è evidente non è accaduto nulla.

Secondo un tweet di Paolo Tagaloguin si sarebbe trattato di un errore di calcolo in quanto la data esatta sarebbe invece il 21 giugno 2020.

In effetti il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi visto lo scoppio della pandemia di Corona Virus, ma come ha fatto Tagaloguin a risalire a questa data e soprattutto, chi è?

Un Paolo Tagaloguin esiste davvero, ma non è uno studioso dei Maya, è un biologo della Mindanao State University di General Santos City e non ha nulla a che vedere con questa faccenda.

I tweet sono spariti

No, non sono stati i soliti poteri forti a farlo sparire. Semplicemente i tweet riguardanti la sua previsione della fine del mondo sono stati cancellati ed il suo account rimosso.

E’ molto probabile quindi che si trattasse di un account falso aperto da un Troll, che ha usato il nome di Tagaloguin per prendere in giro gli utenti.

I Maya non avevano previsto la fine del mondo

I Maya non avevano previsto la fine del mondo, né per il 12 dicembre 2012, ne per il 21 giugno 2020.

Già nel 2012 la Nasa aveva pubblicato un lungo articolo in cui spiegava chiaramente perché questa teoria sui Maya fosse priva di fondamento.

fine del mondo

La famosa data in cui termina il calendario dei Maya non indica la fine del mondo, ma unicamente la fine del calendario, esattamente come per noi il 31 Dicembre di ogni anno.

Sandra Noble, direttrice della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, ha chiarito già otto anni fa che alla fine di quel computo non c’era l’Apocalisse, ma semplicemente l’inizio di un nuovo ciclo: una circostanza che i Maya non temevano affatto e che, nelle parole della studiosa, qualcuno ha voluto trasformare «in un’occasione per fare molti soldi».

(Fonte Corriere della Sera)