Draghi e gli aumenti. Perché i meme su di lui non hanno senso.

Draghi e gli aumenti. Perché i meme su di lui non hanno senso.

Ottobre 20, 2021 Off Di Redazione

Da giorni girano sui social Meme che attribuiscono a Mario Draghi l’aumento dei costi di luce, benzina e gas come se la responsabilità di questi rincari fosse frutto della politica dell’attuale presidente del consiglio. Non solo non è cosi, ma l’operato di Draghi ha permesso di contenere questi aumenti evitando che fossero ancora più alti, vediamo perché:

L’aumento di gas e luce

L’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha annunciato che nel trimestre che va da luglio 2021 a settembre 2021, le bollette dell’elettricità e del gas avrebbero registrato un aumento rispettivamente del 9,9 e del 15,3 per cento. Questo in parole povere si traduce in una a spesa di circa 50€ in più all’anno per ciascuna famiglia. Questo aumento però sarebbe stato molto più alto senza l’intervento del governo Draghi, come riporta Andrea Ducci sul Corriere della Sera:

“ l’aumento è destinato a tradursi in una maggiore spesa per famiglia tipo di circa 50 euro annui, che sarebbe però stata molto più salata (stimata in 280 euro) senza l’intervento del governo”.

L’esecutivo infatti ha inserito, nel decreto approvato dal Cdm, l’istituzione di un fondo da un miliardo di euro per contenere il rincaro delle tariffe.

L’intervento di Draghi per contenere gli aumenti

A differenza di quanto sostenuto da questi Meme, questi aumenti non sono frutto del cosiddetto “effetto Draghi”, ma al contrario l’intervento del governo ha permesso di ridurne l’impatto sulle famiglie italiane.

Con il decreto Lavoro e imprese approvato il 30 giugno 2021, il governo ha destinato 1,2 miliardi di euro alla riduzione dei cosiddetti oneri di sistema, quei costi presenti nelle bollette oltre ai consumi energetici effettivi, “utilizzando a tal fine parte di quanto ricavato proprio dalle aste del mercato europeo dei permessi di emissione di CO2 (ETS)”.

Più nello specifico, scrive il Sole 24 Ore, 650 milioni arrivano dai proventi delle aste della CO2 dell’anno scorso, mentre 400 milioni sono invece stati recuperati da “una quota delle risorse non utilizzate per i contributi a fondo perduto alle partite Iva”.

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Cosa ha causato i rincari

L’incredibile aumento delle bollette, come spiegato da Arera, è dovuto al “forte aumento delle quotazioni delle materie prime, in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti la pandemia,– nonché la decisa crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2”.

L’aumento sarebbe dovuto essere più alto, di circa il 20 per cento per la bolletta dell’elettricità, “se il Governo non fosse intervenuto con un provvedimento di urgenza per diminuire la necessità di raccolta degli oneri generali in bolletta del prossimo trimestre”. Fonte

L’audio dei “Giornalisti obbligati a mentire sul covid da Dragi” è una bufala. (lebufaledellarete.com)

Anche l’aumento del costo dei carburanti non ha nulla a che vedere con il governo Draghi. La causa infatti è da ricercare altrove:

Il fallimento delle trattative a Vienna tra i Paesi Opec sull’aumento della produzione di greggio ha dato una spinta decisiva al barile di Brent (il petrolio estratto dal Mare del Nord), spingendolo verso i 78 dollari. Il disaccordo principale sarebbe tra l’Arabia Saudita (primo produttore dell’Opec e terzo produttore al mondo con 8,5 milioni di barili al giorno) e gli Emirati Arabi Uniti, la cui produzione si ferma a circa un terzo di quella saudita.

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