BUFALA Torna l’IMPOSTA sulla Ricarica Telefonica abolita nel 2007

BUFALA Torna l’IMPOSTA sulla Ricarica Telefonica abolita nel 2007

Giugno 13, 2016 0 Di bufalepertuttiigusti

imposta ricarica

Torna l’IMPOSTA sulla Ricarica Telefonica, ma è UNA BUFALA!

“Era rimasta nascosta nelle pieghe della finanziaria del 2015. Forse la più fastidiosa delle imposte, quella sulla ricarica telefonica, tornerà nelle nostre vite.” 

Comincia cosi la bufala diffusa dal sito WEBNOTICE!, un blog ospitato sulla piattaforma altervista. Il Blog non è in alcun modo una testata giornalistica, ma sfrutta come sempre la famigerata qualifica di “sito satirico” e infatti a fondo pagina, sulla sinistra si legge:

Ogni post presente su webnotice.altervista.org rientra nelle forme di satira e di ironia, pertanto i contenuti pubblicati non devono esser presi troppo sul serio.

Non esiste al momento alcuna proposta di legge simile e basta leggere l’articolo per scoprire che sarebbe dovuta rientrare in vigore a Maggio 2016 e cosi non è stato. Si tratta solo di una bufala che ha lo scopo di attirare visitatori sul blog e guadagnare con le pubblicità in esso contenute.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA BUFALA:

Era rimasta nascosta nelle pieghe della finanziaria del 2015. Forse la più
fastidiosa delle imposte, quella sulla ricarica telefonica, tornerà nelle
nostre vite quotidiane a partire dal 1 Maggio 2016.
Abolita nel 2007, sotto la pressione dell’Unione Europea, il cosiddetto
“balzello” o “costo tecnico di ricarica” porterà secondo le stime ISTAT un
gettito nelle casse dello stato di circa 250 milioni di euro ogni 6 mesi.
Soldi che verranno immediatamente spesi per l’ammodernamento dell’aula
della Camera dei Deputati (verrà installato uno schermo OLED da 28” su
ogni postazione n.d.r.) e per la costruzione di due importanti residence
volti all’acoglienza degli immigrati che da Lampedusa verranno quindi
ospitati in queste due nuove strutture nei comuni di Siracusa e Messina.
La mozione potrebbe inoltre prevedere l’introduzione della “tassa di
smaltimento per apparecchiature cellulari”, imposta che per ora sarebbe al
vaglio della Corte dei Conti che potrebbe decidere di far cassa con questa
altrettanto fastidiosa imposta (31.5 euro per i cellulari fabbricati entro
il 2014, 66.5 euro per quelli antecedenti) qualora i lavori per
l’ammodernamento della Camera dei Deputati dovessero risultare ancora più
esosi sotto il punto di vista delle spese; si parla infatti della
conversione di una enorme sala-conferenze in Sauna e la costruzione di un
ristorante vegan-concept all’interno dello stesso storico edificio di
Palazzo Montecitorio.

 

Stando alle prime dichiarazioni, il governo sembra compatto su questa
decisione. Le opposizioni invece si dividono: SeL, 5 stelle e Lega si
dicono fermamente contrari a questa ennesima manovra volta a rubare i
soldi dalle tasche (o per meglio dire, dai crediti residui) dei cittadini,
già bersaglio in passato di manovre impopolari (Iva e Imu su tutte).
Per il governo invece si tratta di una manovra equa, che da un lato
grantirebbe un rientro nei costi di manutenzione di Montecitorio, il
sottosegretario alle telecomunicazioni mobili Galban afferma che “in
Italia ci sono 2,1 telefonini a persona, dei quali più della metà è
inutilizzato, è opportuno da parte di tutti tornare ad una filosofia di
parsimonia, questa tassa aiuterà a capire il valore degli oggetti”, meno
diretto invece è il deputato del Pd Gaetano Carnevale “I costi di ricarica
verranno anticipati dalle principali compagnie telefoniche le quali
potranno poi rivalersi sugli abbonati con un interesse fino al 30%, con
questa manovra intendiamo anche portare nelle casse delle compagnie
telefoniche maggiori introiti, dato che i manager delle compagnie italiane
sono i meno pagati di tutta l’europa occidentale, gli Italiani -conclude
Carnevale- capiranno”

Per ciò che riguarda la costruzione dei due residence (utilizzati per
accogliere circa 250 immigrati ognuna) tutto tace. La Task-Force congiunta
tra forze dell’ordine Italiane e corpi di marina militare internazionali
ha imposto il veto di riservatezza per motivi di ordine pubblico, lo
afferma l’ammiraglio Svedese Ingmar Sullen “in Italia c’è troppa
discriminazione, non possiamo rivelare dove si costruiranno questi due
splendidi residence, altrimenti i luoghi saranno teatro di scontri e
manifestazioni xenofobe”.