Bufala Il premier: “Venderemo alcune regioni per pagare il nostro debito pubblico”

Bufala Il premier: “Venderemo alcune regioni per pagare il nostro debito pubblico”

Giugno 7, 2017 0 Di bufalepertuttiigusti

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SI ripropone ciclicamente la bufala della vendita di regioni italiane per pagare il debito pubblico. Dopo la versione con Renzi che vuol vendere la Toscana alla Francia e poi anche Sicilia e Sardegna, dopo la variante in cui l’acquirente era la Germania ecco che torna la bufala in versione G7, pubblicata dal sito Il Corriere d’Italia (non il Corriere della Sera):

Il premier: “Venderemo alcune regioni per pagare il nostro debito pubblico”

Il debito pubblico italiano ha sfondato i 2.400 miliardi, arrivando a maggio a quota 2.439,1. Ad attestarlo è il bollettino statistico ‘Finanza pubblica‘ di Bankitalia, che mostra come nel corso del 2016 sia cresciuto di 75,3 miliardi di euro, pari al 3,4% del totale.

L’incremento è stato di 19,4 miliardi nel solo mese di maggio. Adesso il governo italiano ha paura perché potrebbe fare la fine della Grecia. I dati pubblicati dalla Banca d’Italia non fanno dormire sonni tranquilli al premier, che recatosi a Taormina per il G7, ha fatto la sua proposta.

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“L’Italia non possiede e non avrà per molto tempo le risorse per estinguere il nostro debito pubblico. Ogni bambino che nasce, già al primo respiro ha circa 35 mila euro di tasse da pagare. Non possiamo continuare così, non vogliamo finire come la Grecia. Per cui ho deciso di vendere alcuni territori italiani.”

La proposta inizialmente accolta con grande stupore dai presenti, dopo un po’ ha iniziato a trovare alcuni favorevoli, in particolare il presidente Trump il quale si è offerto di comprare qualche regione d’Italia.

È proprio cosi entro il 2020 alcune regioni d’Italia non ci apparterranno più, diventeranno proprietà dello Stato subentrante. I cittadini italiani che, al 1 gennaio 2020, saranno domiciliati in territorio ceduto dall’Italia ad un altro Stato, ed i loro figli nati dopo quella data diverranno, cittadini godenti di pieni diritti civili e politici dello Stato al quale il territorio viene ceduto, secondo le leggi emanate dallo Stato medesimo. Essi perderanno la loro cittadinanza italiana al momento in cui diverranno cittadini dello Stato subentrante.

Per cui il governo americano, dovrà disporre, mediante una appropriata legge, entro sei mesi dall’entrata in vigore del trattato di secessione, le nuove cittadinanze per i territori neo ammessi. I cittadini residenti dovranno scegliere se diventare americani in tutto e per tutto o restare italiani. In caso della seconda scelta però perderanno tutti i diritti politici, sociali e civili in quanto residenti in territorio straniero.

In opposizione a questa decisione è stato indetto un referendum per l’aprile 2019 per decidere del destino dell’Italia.

Non è previsto alcun referendum per decidere di questa questione perché si tratta di una bufala.

Corriere d’Italia non è una testata giornalistica, ma l’ennesimo sito satirico. Scorrendo le pagine del sito, nel pie di pagina si legge:

 Il Corriere d’Italia non è a tutti gli effetti una testata giornalistica, e come magazine satirico alcuni articoli contenuti in esso potrebberò non corrispondere alla veridicità dei fatti.

Il consiglio resta sempre lo stesso: informatevi attraverso testate giornalistiche accreditate e diffidate dai link con titoli troppo eclatanti.