BUFALA Pordenone 3 arabi stupratori sbagliano vittima: è una campionessa di boxe, devastati di botte.

BUFALA Pordenone 3 arabi stupratori sbagliano vittima: è una campionessa di boxe, devastati di botte.

Settembre 22, 2017 0 Di bufalepertuttiigusti

Il sito News Italia 24.com ( il 24 in questi siti non può mai mancare) approfitta del tema caldo degli stupri in Italia per pubblicare questa notizia, che ha il classico titolo acchiappa click:

Pordenone 3 arabi stupratori sbagliano vittima: è una campionessa di boxe, devastati di botte.

PORDENONE – Li ha stesi tutti e tre. Del resto avevano scelto la donna sbagliata per tentare una aggressione o un approccio sessuale. Già, perché non sapevano di avere di fronte una campionessa di boxe.

La vicenda, ancora da chiarire in tutti i suoi aspetti, è accaduta l’altra notte a Pordenone nella zona di via Candiani, poco distante dal centro cittadino.

Erano circa le 23 quando Daiane Ferreira, 28enne pugile di origini spagnole (è nativa di Vigo, in Galizia), già qualificata per le ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro e campionessa iberica dei mediomassimi, ma residente in città da alcuni anni, ha incrociato i tre uomini di origine mediorientale: «Mi sono girata di scatto in tempo per schivare un’ombra che mi voleva afferrare alle spalle. Ho reagito e ne è nato un breve parapiglia»…

Il Gazzettino

Condividi la notizia con i tuoi amici!

Come fonte della notizia dei 3 arabi stupratori, viene citato il Gazzettino, ma sul Messaggero del 15 Ottobre viene pubblicata questo articolo:

Questa aggressione da parte dei 3 arabi stupratori quindi non è mai avvenuta.

Chiamata a rispondere in Questura, la pugile aveva consegnato spontaneamente il post pubblicato su Facebook relativo alla vicenda ma gli investigatori hanno scoperto che non si trattava del messaggio originario. Quanto alle accuse di procurato allarme e di simulazione di reato, nonostante la presunta vittima dell’aggressione abbia deciso di non sporgere denuncia contro ignoti, sono state formalizzate poiché la donna non si è limitata a raccontare l’accaduto in una bacheca come quella del suo profilo social – con il messaggio che è stato comunque subito condiviso da numerosi amici, divenendo virale – ma ha anche rilasciato interviste specifiche alla stampa locale (riprese anche dai media internazionali).

Che si sia trattato di un maldestro tentativo di farsi pubblicità?