Bufala il poliziotto che protesta sotto il parlamento

Bufala il poliziotto che protesta sotto il parlamento

Settembre 23, 2016 0 Di bufalepertuttiigusti

poliziotto

Circola ormai da mesi, rimbalzando di profilo in profilo, il video di questo poliziotto che protesta sotto il parlamento italiano, presentato con la solita enfasi tipica delle bufale, invitando a condividere in fretta il post “prima che lo censurino”.

Il video è accompagnato da alcune emoticons e da questa scritta:

UN UOMO CON LE PALLE, DA SOLO CONTRO TUTTI, HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE QUELLO CHE PENSA CONTRO QUESTI POLITICI CORROTTI… 💪💪💪
ONORE A QUEST’UOMO 🔝👌
CREDO CHE QUESTO VIDEO DEVE ESSERE CONDIVISO PRIMA CHE LO CENSURINO💪 CONTO SU DI VOI…👊

Il video postato il 21 Marzo 2016 parte dalla pagina Facebook Io Sono Io Uomo D’altri Tempi ed ha già totalizzato oltre 2 MILIONI di visualizzazioni:

poliziotto

Ovviamente il video in questione non rischia nessuna censura non trattandosi di un video reale, ma della scena di un film. Le immagini infatti sono tratte dal film ACAB – All Cops Are Bastards, pellicola Un film di Stefano Sollima uscita nelle sale nel 2012, con Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo.

L’eroico poliziotto protagonista del video è appunto l’attore Filippo Nigro e su youtube è possibile vedere questa scena integralmente. Eccola:

Nonostante in tanti abbiano visto questo film, il video in questione è stato condiviso gia da  68.161 utenti facebook, contribuendo sempre più alla sua viralizzazione.

Ribadiamo che NON SI TRATTA DI UN VIDEO CHE DOCUMENTA UN FATTO REALMENTE ACCADUTO, ma unicamente della scena di un film estrapolato dal contesto e spacciato per vero.

A questo indirizzo è possibile vedere altre immagini di scena ed avere informazioni relative al cast, alla trama e al libro a cui il film è ispirato.

Ecco la trama:

Cobra, Negro e Mazinga sono celerini e ‘fratelli’ dentro gli stadi, lungo le strade e intorno alle piazze che ‘ripuliscono’ la domenica dagli ultras e i giorni in avanzo dai clandestini, dagli sfrattati, dai delinquenti e dalle puttane. (Co)stretti tra le logiche dello Stato e l’odio della comunità, i poliziotti del Reparto Mobile assorbono dosi di rabbia e producono violenza legalizzata contro la violenza cieca dei tifosi dei sassi e delle lame. Uomini invisi, mariti congedati, padri inadeguati, Cobra, Negro e Mazinga provano a dimenticare il privato dolente nella cosa pubblica, picchiando duro chi minaccia l’ordine e la nazione. Dentro la divisa e dietro la visiera guardano la miseria del mondo e i miserabili che la abitano senza intenzione se non quella della prepotenza e della sopraffazione. Compromessi dalla ‘spedizione genovese’ e perduta l’anima nella scuola Diaz, sei anni dopo cercano il riscatto nell’azione e nell’istruzione alla fratellanza di un giovane agente individualista e ribelle. Spina, eccitato dal sangue e iniziato col lacrimogeno, seguirà gli anziani sul confine, decidendo per sé e per la divisa che indossa un domani meno celere. Sulla strada restano i fratelli maggiori. Assediati dal buio, impugnano il manganello e sollevano gli scudi, sfollando le ombre e ricacciando i fantasmi.